LAVORO SU DI SE’

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Nell’attuale paradigma viviamo nello stato di coscienza in cui Ci percepiamo come individui separati.
Questo stato di coscienza è generato dall’illusione della separazione, cioè ha origine nella dualità dalla mente.
Infatti se riuscissimo, per un momento, a cambiare l’organo di percezione…
se in questo momento decidiamo di utilizzare il cuore come organo di percezione, la realtà ci appare subito qualitativamente diversa.

Da qui, dal mio centro superiore (il cuore) vedo e sento chiaramente che siamo tutti qui, al Mio interno.
Siamo UNO.

Infatti non ho bisogno di chiedere a ognuno di voi come sta, poiché sento dal Mio interno il relativo stato di coscienza di ognuno di Voi .

In questo nuovo paradigma non mi limito a pensare o convincermi che siete tutti al Mio interno, ma lo sento, è qualcosa di squisitamente reale, che ha origine solo se cambia l’organo di percezione.

Infatti sentiamo e leggiamo spesso queste affermazioni: TUTTO E’ AMORE, TUTTO è UNO. Ma quanti di Noi hanno cominciato Veramente a compiere un Lavoro su di sé, con il fine di provocare in modo concreto una trasformazione interiore??

Molti di noi si limitano a leggere blog e libri sulla spiritualità, dimenticando che stanno sempre operando sul piano mentale.

QUI vi si sta chiedendo un piccolo sforzo in più.

La domanda da cui comincio questo intervento è:
Se è vero che ognuno di noi crea la realtà in base a ciò che E’, modificando ciò che SONO, che succede??
Se SONO IO a creare la mia realtà,
Allora vuol dire che se cambio me stesso cambia anche la realtà esteriore, la quale è solo un riflesso della mia interiorità.

Invito alla riflessione ognuno di voi.
Cosa nella vita non sopportate in Voi e negli altri??
Cosa nella vita vi riempie di fastidio in Voi e negli altri??
Cosa nella vita ci risulta insopportabile in Voi e negli altri??
Le risposte a queste domande sono da ricercare esclusivamente al Vostro interno.
Infatti il problema non è mai da relegare all’esterno, il problema risiede SEMPRE al Vostro interno.

Da questa affermazione si comincia a lavorare su di sé, se non abbiamo ben chiaro che sono io il problema, il lavoro su di sé risulta privo di senso.

Potete lavorare su voi stessi solo se cominciate a vedere il Mondo come un vostro riflesso.

Tutti gli esercizi proposti sul lavoro su di sé servono a provocare in Noi un’apertura del cuore, che man mano ci mostrerà la realtà per come realmente è.

Se avete compreso questo posso continuare introducendo il praticante nell’opera di osservazione.

Auto-osservazione.
Come primo passo vi invito a cominciare con l’osservazione dei centri.
La macchina umana è composta principalmente da 4 centri:
Fisico.
Emotivo.
Mentale.
Sessuale.
Questo primo lavoro consiste nell’identificare i centri, osservarli.
Dobbiamo osservare nell’arco della giornata i centri e etichettarli ogni volta che ne riconosciamo la natura.
Esempio: sto pensando a cosa dovrò fare domani, spesso questo pensiero porta con se una forma d’ansia nel corpo emotivo, quindi osservo che la mente sta pensando, e che è connessa con l’ansia nel centro emotivo. Mi limito solo ad osservare.
Essere osservatori imparziali significa che non esprimiamo giudizi (bene- male) in merito a ciò che osservo, semplicemente osservo come uno scienziato che sta sperimentando su di sé.

Sappiate che la nostra macchina umana è un sistema interdipendente, vale a dire TUTTO è collegato.

In un primo momento cercherete di osservare i centri in modo diversificato e separato, poi appena sarete diventati abili nella pratica, vi accorgerete da soli che non potete osservare un centro senza che ci sia una reazione in tutti gli altri ( relazione di interdipendenza).

Inoltre la pratica dell’osservazione non deve essere limitata a momenti di pace e rilassamento, al contrario devo diventare un abile osservatore nei momenti di maggiore tensione, lavorativa, familiare eccc…
L’osservatore non vuole modificare nulla, il suo semplice osservare porterà alla coscienza ciò di cui avete bisogno per trasformarvi.

Voi non dovete fare niente: l’osservazione è l’unica qualità richiesta da un praticante, le relative modifiche spetteranno alla grazia divina.
Rcirodate sempre: Spetteranno alla grazia divina, NON a noi.

L’osservatore può impegnarsi ulteriormente cercando di essere in uno stato d’animo di ACCETTAZIONE e ACCOGLIENZA nei confronti dei fenomeni osservati.
Mantenendo l’attenzione amorevole e inamovibile sull’emozione negativa assisterete presto alla sua dissoluzione.

Grazie. Ti amo.

personaggi26

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