L’INTUIZIONE e come svilupparla

 

tratto dal testo, ”L’illusione quale problema mondiale” di Alice.A Bailey

L’intuizione non è un afflusso d’amore verso gli altri e quindi di comprensione del pros- simo. Gran parte di ciò che viene detto intuizione non è che il riconoscimento di affinità e la proprietà di una mente chiara e analitica. Uomini intelligenti che abbiano vissuto a lungo, dotati di molta esperienza e di molti contatti umani, in genere riescono a discernere i problemi e le disposizioni altrui, purché vi siano interessati, ma questa facoltà non si deve confondere con l’intuizione.

Essa non ha nulla a che fare con lo psichismo, superiore o inferiore; avere una visione, u- dire la Voce del Silenzio, reagire compiaciuti ad un insegnamento, non provano che l’intuizione sia attiva. Né basta vedere dei simboli, poiché questo tipo di percezione è la capacità di intonarsi con la Mente Universale là dove essa produce i modelli delle forme su cui sono basati i corpi eterici. Non è psicologia intelligente, né amorevole desiderio di porgere aiuto, che derivano dal rapporto fra una personalità spiritualmente orientata e l’anima, che ha coscienza di gruppo.

Intuizione è la comprensione sintetica che è prerogativa dell’anima e questa si manifesta solo quando, dal proprio livello, si protende in due direzioni: verso la Monade e verso la personalità integrata e che sia (anche solo temporaneamente) coordinata e unificata. È il primo indizio d’unione profondamente soggettiva che troverà il proprio compimento alla terza iniziazione.

Intuizione è afferrare il principio di universalità e, quando è attiva, il senso di separazione scompare, almeno temporaneamente. Nella sua espressione più elevata è nota come Amore universale, che non ha alcun nesso con il sentimento o la reazione affettiva, ma è prevalentemente identificazione con tutti gli esseri. Si prova allora la vera Compassione, diviene impossibile criticare e solo allora si può scorgere il germe divino, latente in tutte le forme. L’intuizione è la luce stessa e quando è ridesta il mondo è visto come luce e il corpo di luce di tutte le forme si fa gradatamente visibile. Ciò comporta la facoltà di entrare in contatto con il seme di luce esistente in ogni forma; si stabilisce così un rapporto essenziale e il senso di superiorità e di separazione recede. Perciò l’intuizione introduce con il suo apparire tre qualità:

 

Illuminazione. Non si tratta qui della luce nella testa, fatto secondario e fenomenico che molti veri intuitivi ignorano completamente. La luce che intendo è quella che illumina la Via. È la “luce dell’intelletto” che in realtà illumina la mente e può riflettersi nell’apparato menta- le tenuto “stabile nella luce”. È la “Luce del Mondo”, Realtà eternamente esistente, ma che può essere scoperta solo quando la luce interiore individuale viene riconosciuta come tale. È la “Luce delle Età” che splende sempre più fino al giorno detto, nella Dottrina Segreta, “Sii con noi”(Dottrina Segreta vol. I pag. 164 it.). Perciò l’intuizione è il riconoscimento interiore, non teorico, ma come fatto acquisito nella propria esperienza, della propria completa identificazione con la Mente Universale, del fatto d’essere parte costitutiva della Vita del Mondo e della propria partecipazione all’Esistenza che persiste in eterno.

Comprensione. È la facoltà di recedere o distogliersi dall’identificazione di lunga data con la vita formale. Notate che ciò è relativamente facile per chi è in gran parte qualificato dal primo raggio. Il problema consiste nel ritrarsi in senso esoterico, ma senza cadere nella separatività, nel senso d’isolamento e di superiorità. Per chi appartiene al primo raggio è facile re-sistere alla tendenza ad identificarsi con gli altri. La vera comprensione implica grande capacità di amare tutte le creature, pur serbando il distacco personale. Quest’ultimo può facilmente derivare dall’incapacità d’amare, dal desiderio egoistico del proprio benessere: fisico, mentale o spirituale e soprattutto emotivo. Chi è di primo raggio ha orrore dell’emotività e la sde- gna, ma talvolta deve trovarsi in una situazione emotiva per imparare a usare quella sensibilità nel giusto modo.

La comprensione implica il contatto con la vita come personalità integrata sommata alla reazione egoica a propositi e piani di gruppo. Implica l’unione personalità-anima, vasta esperienza e pronta attività del principio cristico. La comprensione intuitiva è sempre spontanea. Il ragionamento che interviene nella comprensione non è attività dell’intuito.

Amore. Come già detto, non è sentimento affettuoso o disposizione amorevole, che ne so- no aspetti secondari e derivanti. Quando l’intuizione è sviluppata, affetto e spirito amorevole nella loro forma pura si palesano inevitabilmente, ma ciò che li genera è qualche cosa di molto più profondo e inclusivo. È quella comprensione sintetica e inclusiva della vita e delle necessità di tutti gli esseri (ho scelto di proposito queste parole) che è alta prerogativa di un divino Figlio di Dio dimostrare. Essa esclude tutto ciò che crea barriere, critiche e separazione. Non fa distinzioni, anche se valuta il bisogno, e in chi ama come anima produce l’unificazione immediata con l’oggetto amato.
I tre termini illuminazione, comprensione e amore riassumono le tre qualità o aspetti dell’intuizione e si possono sintetizzare dicendo universalità, o senso di Unità universale.
Non è ciò che tutti gli aspiranti mirano a conseguire? E non è qualcosa che occorre in modo specifico a tutti voi quali individui? Quando è presente vi è immediato il decentramento dell’“Io” drammatico, della tendenza a riferire sempre eventi, fenomeni e tutta l’attività di gruppo a se stesso quale centro.
Non posso dire di più in merito all’intuizione. È un soggetto troppo vasto e di troppo pro-fondo significato; posso soltanto esporvene i tre aspetti e incitarvi a riconoscere la necessità di sottoporvi alla preparazione e alla disciplina che nella vostra vita si esplicheranno come amore, luce e comprensione. Quando si è compresa la teoria e si sono compiuti gli opportuni assestamenti e il necessario lavoro, la personalità diventa magnetica, mentre le cellule cerebrali attorno alla ghiandola pineale, prima assopite, diventano attive e vibranti. Il nucleo d’ogni cellula è un punto di luce e, quando viene percepita la luce dell’intuizione, quella della cellula vi risponde immediatamente. Il persistente afflusso della luce dell’intuizione trarrà esotericamente alla luce del giorno ogni cellula che, per sua stessa costituzione, risponderà.

 

II. IL METODO PER RISVEGLIARE L’INTUIZIONE

Vi sono molti metodi per attivare l’intuizione, e uno dei più utili ed efficaci è lo studio e l’interpretazione dei simboli.

I simboli sono le forme esterne e visibili delle realtà spirituali interiori, e la facoltà acqui- sita di scoprire la realtà retrostante ogni forma specifica è di per sé indice del risveglio dell’intuizione.

Chi è di primo raggio appartiene a quello che è detto il “raggio Distruttore” e attraverso lui fluisce il potere del primo aspetto, che è quello di porre fine. Egli tenderà a distruggere mentre costruisce, per errata direzione dell’energia, accentuandola eccessivamente in qualche direzione particolare oppure applicandola male a sé e ad altri. Molti di primo raggio ne sono orgogliosi e si giustificano dicendo che essendo tali è inevitabile. Ma non è così. I costruttori, come sono sempre coloro che appartengono al secondo raggio, devono imparare a distruggere quando mossi dall’amore di gruppo e per impulso della Volontà, o aspetto dì primo raggio. I distruttori devono invece imparare a costruire, sempre per impulso dell’amore di gruppo e u- sando con distacco il potere dell’attaccamento. Costruttori e distruttori devono sempre opera- re dal punto di vista della realtà, dal nucleo interiore di verità, e “stabilirsi al centro”.

Lo studio dei simboli tende a tale realizzazione e se seguito fedelmente e con assiduità produrrà tre effetti:

1. Sviluppa la facoltà di penetrare oltre la forma e giungere alla realtà soggettiva.
2. Tende a determinare una stretta integrazione fra anima – mente – cervello e, ciò ef- fettuato, l’afflusso dell’intuizione e di conseguenza della luce e della verità diviene più rapido.
3. Produce una tensione in certe zone inattive del cervello, attivando le cellule cerebrali che vi si trovano; questo è il primo stadio nell’esperienza dell’aspirante. Per lo più nei veri aspiranti il centro fra le sopracciglia è risvegliato, mentre quello al sommo della testa è debole e poco attivo. Quest’ultimo deve risvegliarsi maggior- mente prima che gli aspiranti possano essere all’altezza della loro piena opportunità.

 

Insisto sulla necessità di pervenire al concetto sottostante a ogni simbolo studiato. Tale concetto è sempre sintetico e perciò non particolareggiato né suddiviso in parti. Lo si coglie proprio esaminando i dettagli, penetrando il significato delle sue varie parti. Ma, completata l’analisi, perseverate fintanto che non ne avrete sintetizzato il significato del simbolo in una idea o un nome.

I simboli vanno studiati in tre modi:

a. Exotericamente. Occorre esaminare la forma nel suo insieme, le linee, e perciò il si- gnificato numerico, nonché le sue forme parziali, cioè le disposizioni, per esempio, di cubi, triangoli o stelle, e il loro mutuo rapporto.

b. Concettualmente. Ciò implica di giungere all’idea sottostante, che può essere espressa nel suo nome; al senso quale affiora alla coscienza mediante la meditazione, e al suo significato essenziale, completo o parziale. Si tenga presente che l’idea indica l’intento superiore o astratto; che il significato è quell’intento espresso in termini di mente concreta e il senso rivela una qualità emotiva e potrebbe essere il tipo di deside- rio che suscita in voi.

c. Esotericamente. È l’effetto prodotto in voi dalla forza o dall’energia, la qualità della vibrazione che suscita in voi, forse in un centro, nel corpo astrale o solo nella mente.

Correttamente seguito, questo studio sviluppa l’intuizione, che si manifesta sul piano fisi-

co come illuminazione, comprensione e amore.
Nel primo caso lo scopo dello studio dei simboli è di mettere l’aspirante in grado di per-cepirne la qualità e di mettersi in contatto con quel vibrante “qualcosa” presente nel comples- so di linee, colori e forme di cui è composto il simbolo.

Per alcuni ciò è relativamente facile, non così per la maggioranza, dove esistono lacune da colmare ricorrendo all’esercizio di facoltà attualmente inattive. Risvegliare le facoltà latenti è sempre arduo e richiede sforzo e determinazione superiori alle reazioni della personalità. Per molti non è facile rendersi conto che penetrare nel significato di un simbolo è il mezzo per attivare la facoltà buddhica o intuitiva latente. L’arte di leggere i simboli, cioè la “lettura spirituale” secondo l’antico Maestro Patanjali, è delicata. Questa capacità di interpretarli è sempre foriera di vera rivelazione. Comprendere la verità rappresentata da una lunga linea o da una serie di linee che costituiscono una forma simbolica non è però tutto. La memoria vi dice che uno o più triangoli significano la Trinità o una serie di triplicità nel macro o nel microcosmo. Ma ciò non serve a ridestare le cellule inattive, né a mettere in moto l’intuizione. Si ricordi (e qui è evidente il valore di una certa misura d’occultismo tecnico) che il piano in cui si manifesta l’intuizione e in cui è attivo lo stato di coscienza intuitivo è il buddhico, corrispondenza superiore del piano astrale o delle emozioni, il piano della consapevolezza sensibile mediante identificazione percepita con l’oggetto dell’attenzione o dell’attrazione. È perciò evidente che se la facoltà intuitiva deve essere attivata mediante lo studio dei simboli, l’aspirante deve percepirne la qualità, la natura della realtà velata dalla forma simbolica e, in una certa misura, identificarsi con essa. È quest’aspetto della lettura simbolica che vi chiedo di studiare.

Esaminata debitamente la forma, occorre dunque che gli studenti si accertino dell’effetto che il simbolo produce su di loro, quali sentimenti evoca, quali aspirazioni suscita e quali sogni, illusioni e reazioni vengono registrati coscientemente. Questo è uno stadio intermedio fra la lettura exoterica e la comprensione concettuale. Vi è poi una fase ulteriore, fra quest’ultima e la comprensione e applicazione esoteriche, il “riconoscimento sintetico”. Studiata la forma e consapevoli del suo significato emotivo, si passa a cogliere l’idea essenziale del simbolo e poi alla comprensione sintetica del suo proposito. Ciò conduce al vero esoterismo, che è l’applicazione pratica del suo potere vitale alle fonti della vita e dell’azione individuale.

Vi esorto a non limitarvi alla sola interpretazione intelligente di un simbolo, ma a ricono- scere la reazione più sottile della vostra natura sensibile al simbolo nella sua interezza. Studiate solo quattro simboli all’anno. Dapprima cercate di comprenderne la forma e di familia- rizzarvi con il suo aspetto esteriore, col complesso di linee, triangoli, quadrati, circoli, croci e altre forme di cui è composto; sforzatevi di comprenderlo mediante l’intelletto ricorrendo alla memoria e alla vostra conoscenza exoterica.

Non appena il simbolo vi sia divenuto veramente familiare e possiate richiamarlo alla mente con poco sforzo, cercate di percepirne la qualità, di prendere contatto con la sua vibrazione e di notare l’effetto emotivo che produce in voi, il quale può variare da un giorno all’altro, o essere permanente. Siate semplicemente onesti nel notare questa reazione astrale e osservate dove vi conduce, sempre ricordando che non è intuitiva, bensì emotiva o del corpo astrale.

Infine annotate quella che, per voi, è la qualità fondamentale del simbolo e poi (come in meditazione) trasponete l’intero soggetto a livello mentale, sottoponendolo all’attenzione fo- calizzata. Questo vi condurrà nel regno dei concetti.

L’analisi di un simbolo consta perciò di queste fasi:

  1. Esame exoterico: linea, forma, colore.
  2. Comprensione della sua qualità nel corpo astrale o emozionale, la reazione di una risposta sensibile all’influsso della sua natura qualitativa.
  1. Considerazione concettuale dell’idea sottostante, di ciò che il simbolo intende in- segnare, del significato intellettuale che trasmette.
  2. Percezione sintetica del proposito del simbolo, il posto che occupa in un piano or- dinato che si manifesta, il suo vero intento unificato.
  3. Identificazione con la qualità e lo scopo del simbolo illuminato dalla mente “salda nella luce”. Quest’ultimo stadio attiva sia il cervello che la mente

Lo studio dei simboli nel suo complesso implica tre sviluppi:

Primo: analisi, con conseguente progresso di consapevolezza, fino a includere gradual- mente l’intero campo che il simbolo comprende.

Secondo: percezione intuitiva dei simboli, ovunque nella manifestazione divina.

Terzo: uso di simboli sul piano fisico, con il giusto adattamento a un fine noto e determi- nato, ciò che magnetizza il simbolo con la qualità necessaria , mediante la quale l’idea può manifestarsi affinché l’idea “qualificata” intuita possa assumere una forma adeguata sul piano fisico.

Studiate perciò i simboli in modo ampio e generale, exoterico, concettuale ed esoterico, ma a tutto ciò aggiungete l’analisi della vostra sensibilità e rispondenza alla qualità del sim- bolo.

Riassumendo, è bene prima di tutto ricordare che lo studio exoterico dei simboli implica l’uso del cervello e della memoria. Studiate le linee e le forme, i numeri e l’aspetto generale esterno, sapendo che ogni linea ha un significato, che tutti i numeri hanno una propria interpretazione e tutte le forme sono simboli di una qualità e di una vita interiore.

Lo studio concettuale vi porta all’interno, dal cervello alla mente, nel regno delle idee, in- ducendo l’apparato mentale a un’attività focalizzata. Siate consapevoli del concetto o dell’idea che un segno o un simbolo incarna; ne comprendete il significato e ciò che rappre- senta. Afferrate il fine per cui quella forma è stata manifestata. Lo studio dei numeri e delle linee è una ricca base di conoscenza oggettiva, che dipende dalle letture, dalle doti mentali e dal sapere. La capacità di leggere il “significato” di un simbolo dipende anche dalla ricchezza di significato che attribuite agli eventi della vita quotidiana e dall’abilità nel meditare vera- mente

Sia chiaro che non esiste un’interpretazione fissa di nessun simbolo, e che qualunque esso sia, avrà per ognuno un significato particolare. Mancanza d’interesse per i simboli presuppo- ne, di solito, scarso interesse a interpretare le forme di vita e il loro significato. Per contro, un eccessivo interesse accademico può presupporre una mente tortuosa e complessa, che ama il disegno e la linea, la forma e i rapporti numerici, a scapito del suo significato essenziale. Equilibrare nella mente forma e concetto, espressione e qualità, segno e significato, è d’importanza vitale per lo sviluppo del discepolo e dell’aspirante.

La grande necessità per la maggioranza è pervenire al significato e operare con le idee e i concetti. Ciò richiede l’uso della mente per comprendere, afferrare e interpretare, nonché lo sviluppo della sensibilità mentale che consente, a chi la possiede, di rispondere alle vibrazioni della Mente Universale, di Dio, Ideatore del Piano. Presuppone inoltre una certa capacità di interpretare ed esprimere l’idea sottostante al simbolo affinché sia possibile comunicarla ad altri. Il pensiero di servire con efficacia crescente deve essere sempre presente.
Riuscite a scorgere in qual modo la capacità di studiare, interpretare e penetrare nel significato contribuirà al vostro sviluppo spirituale? Capite che usando tale metodo imparerete a

lavorare in modo più intelligente col Piano e meglio aiutare i vostri fratelli?
Cosa esiste nel mondo oggettivo che non sia simbolo inadeguato di un’idea divina? Cosa abbiamo nella manifestazione oggettiva se non un segno visibile (in una fase evolutiva del Proposito) del Piano creativo divino? Cosa siete voi stessi se non l’espressione di un’idea di- vina? Dobbiamo imparare a scorgere i simboli da cui siamo attorniati e a penetrare in essi, nell’idea che devono esprimere.

Esiste una tecnica di studio che può esservi utile nel tentativo di pervenire a un’idea e studiare concettualmente i molti simboli che ci circondano. La meditazione dovrebbe avervi preparati. La differenza tra questo metodo e la meditazione consiste soprattutto nella polarizzazione e nel fine. Nello studio concettuale dei simboli la coscienza è polarizzata nel corpo mentale e non vi è un tentativo determinato per stabilire il contatto con l’anima o Ego, o di coinvolgerlo. Ecco la distinzione fra la seconda fase dell’interpretazione dei simboli e l’usuale meditazione. Acquisita familiarità con l’aspetto forma del simbolo ne conoscete bene il contorno e l’aspetto esteriore; sapete inoltre che una particolare combinazione di linee (come i lati di un triangolo) rappresenta una data idea o verità, o un insegnamento. Ciò è impres- so nel cervello che attinge alle riserve della memoria. Registrare antiche nozioni e conoscenze riguardo alle figure contenute in un simbolo serve ad elevare la coscienza al piano mentale e a focalizzarla nel mondo delle idee. I concetti esistono già ai livelli concreti del piano mentale; sono eredità mentale e razziale e antiche forme mentali, disponibili per giungere al significato e al senso.

È un’antica verità, espressa da Plutarco dicendo che “un’idea è un Essere incorporeo che non sussiste, ma che dà aspetto e forma alla sostanza informe ed è la causa della manifesta- zione”. Aspetto e forma sono registrati dal cervello e conservati nella memoria, come pure la loro attività nel tempo e nello spazio e l’innata capacità di costruire la forma e per suo mezzo esprimere un concetto o un’idea. Man mano che il lavoro s’interiorizza, mediante lo studio della forma e della sua attività si prende coscienza anche della natura dell’idea motivante e si scopre il campo di idee analoghe cui appartiene quella incorporata nel simbolo. Questo campo d’idee correlate e di mutua esplicazione è ora aperto e sarete sempre più abili nel muovervi liberamente in questo mondo dei concetti. Lavorare e vivere nel mondo delle idee è ora l’obiettivo e il principale intento. S’impara a riconoscere le idee e i concetti retrostanti a ogni forma; si comincia a pensarli con chiarezza e a scorgere la direzione in cui conducono; a ve- dere la loro funzione nel Piano eterno.

Gli aspiranti che:
a. imparino a visualizzare,
b. esercitino la propria mente a intuire la realtà, c. interpretino in modo esatto ciò che vedono, potranno dare una dimostrazione pratica quali Osservatori del mondo.

L’intuizione sviluppata può dissolvere l’annebbiamento astrale e l’illusione che invadono la vita. Un gruppo di aspiranti in mutuo rapporto intuitivo può collaborare a eliminare l’illusione mondiale. Lo potrete fare quando avrete risvegliato l’intuizione e la vostra mutua comprensione sarà costante e vera. La Gerarchia potrà avvalersi degli aspiranti del mondo quali strumenti per dissolvere l’annebbiamento collettivo ovunque esista. Indico tale possibi- lità per incitarvi a sforzo e progresso più rapidi e costanti.

Come sapete, tutti gli aspiranti devono giungere alla conoscenza intuitiva e alla comprensione intelligente dell’illusione, sia individuale che planetaria, per contribuire a dissolverla. Sarà necessariamente una comprensione soltanto relativa, ma nel corso di pochi anni la cono- scenza di questa materia e dei metodi per dissolvere l’annebbiamento migliorerà di molto. Ciò è inevitabile se ve ne occuperete coscientemente nella vostra stessa vita, cercando di comprendere la teoria che ne è alla base.

Finora ben poco è stato scritto o insegnato sull’illusione, e sarà molto utile accingersi a 16 studiarne le cause e gli effetti, nonché la tecnica con cui disperderla. È evidente che non pos- so trattare adeguatamente un tale soggetto in breve, perciò vi dedicheremo i prossimi due o tre anni, date le attuali necessità e la maggiore sensibilità umana alle “impressioni” più sottili.

Non ho potuto iniziare prima questo studio, perché il gruppo era incompleto e bisognoso di maggiore coesione interiore. Ora posso farlo poiché i membri operano uniti da un rapporto più stretto e perché uno “spirito d’amore” si è diffuso fra loro, grazie alla reazione alle reci- proche necessità nel recente periodo d’annebbiamento.

È perciò mia intenzione cambiare in parte il vostro lavoro, mantenendo l’uso delle frasi simboliche come esercizio per la percezione intuitiva e sospendendo lo studio dei simboli più formali e visivi, dai quali non avete tratto il frutto sperato, poiché la mente concreta della maggior parte dei membri del gruppo accentuava soltanto l’aspetto forma, mentre altri non avevano bisogno di questo metodo d’apprendimento e sviluppo. Sposteremo il centro dell’attenzione su uno studio più profondo dell’illusione e in ciò consisterà il vostro servizio, poiché, se penserete veramente e con intelligenza illuminata, col tempo potrete contribuire a:

1. Chiarificare la mente collettiva. Non alludo al gruppo in particolare, ma alla coscienza mondiale.

2. Contribuire a dissolvere la grande illusione che ha tenuto, e tuttora tiene schiavi i figli degli uomini.

Che pertanto il vostro servizio sia in questo senso e siate più attenti al contatto con me du- rante il periodo del plenilunio. Questo gruppo deve assumere un’attitudine particolare per di- sperdere l’annebbiamento astrale in quei giorni. Il contatto si stabilisce ai vari livelli, secondo la focalizzazione dei corpi sottili dei componenti del gruppo, il quale entra in contatto con me sui livelli superiori del piano astrale. Da ciò la chiarezza delle reazioni e la dovizia di partico- lari registrati. Inoltre, questo sarà infine il loro servizio, poiché più tardi (ma non molto pre- sto) potranno utilizzare i giorni di contatto ed “il momento d’ingresso” (come talvolta è detto) per dissolvere in qualche misura l’illusione mondiale. Tuttavia, prima di poterlo fare deve es- sere sviluppata la capacità di dissolverla nella propria vita personale.

Un altro gruppo stabilisce il contatto con me ai livelli mentali, suo campo di servizio. Altri gruppi sono per ora soltanto allo stato embrionale; il numero dei membri è incompleto e l’integrazione in fase di attuarsi.

Intensificate perciò lo sforzo ogni mese, nel periodo del plenilunio, e cercate di rafforzare il legame con me e con i membri del gruppo. Vi do un solo avvertimento: il buon esito recherà i suoi compensi, ma anche le sue difficoltà. Guardatevi bene dall’eccessiva stimolazione della natura astrale e dall’annebbiamento che ne consegue. Siate molto vigilanti mentre ope- rate a livello astrale, mantenendo contemporaneamente l’atteggiamento dell’Osservatore sul piano elevato dell’anima. Nessun lavoro costruttivo o servizio di vera importanza può com- piersi in quella difficile sfera d’azione senza distacco e libertà. È uno dei più difficili campi d’attività, forse il più arduo cui un discepolo possa essere chiamato, e perciò è consigliabile agire in gruppo. Non ripeterò mai abbastanza che dovete operare in gruppo e non come indi- vidui.

Tre grandi eventi sono oggi immanenti nella coscienza mondiale:

1. Sviluppo e comprensione dell’attività telepatica.
2. Comprensione e indagine scientifica dell’illusione e dell’annebbiamento mondiali.

3. Crescita dei giusti metodi di guarigione.

Stando così le cose capirete come gruppi di discepoli contribuiscano all’incipiente rivela- zione, e quanto utile possa essere il nostro sacro servizio. Dico “nostro” intenzionalmente, poiché lavoro in modo definito a quei tre fini, che fanno parte del mio servizio, da me stesso preordinato. Chiedo da voi collaborazione e assistenza. L’afflusso costante di retto pensiero nella coscienza umana, emesso da gruppi esperti di pensatori costituisce il metodo che oggi può dare ottimi risultati, e simili gruppi possono essere di grande ausilio.

Si farà ben chiaro nei prossimi trenta o quaranta anni che i gruppi potranno agire a livelli non fisici. Per due secoli il servizio di gruppo e lo sforzo congiunto per il bene comune si è svolto sulla Terra in tutti i settori della vita umana: politico, filantropico, educativo. Il servizio di gruppo sul piano astrale è iniziato fin dal 1875, ma soltanto ora si tenta un’azione unita- ria per dissolvere l’annebbiamento astrale; il vostro gruppo può partecipare allo sforzo con- giunto a tale fine. Perciò addestratevi e imparate a lavorare. La sensibilità telepatica è necessariamente l’obiettivo di tutti i gruppi di discepoli, ma è quello principale per il gruppo detto dei Comunicatori Telepatici, che in questo caso possono rendere un servizio efficace. Gruppi di esseri sensibili del genere possono costituire un corpo operante di mediatori e trasmettere nuova conoscenza e nuovi insegnamenti per l’umanità; modellano l’opinione pubblica e cambiano il corso dei pensieri umani. Tutti i piccoli gruppi stabiliscono, in modo naturale e inevitabile, un rapporto telepatico fra loro e i loro membri; ciò è auspicabile e da alimentare, e do- vrebbe crescere in modo opportuno e costante. Tuttavia vigilate affinché una maggiore sensibilità telepatica non vi faccia deviare dal principale obiettivo di gruppo, che è lo studio e la comprensione del significato dell’illusione e delle leggi atte a dissolverla. Registrate e annotate ogni attività e fenomeno telepatico e imparate a lavorare in tal modo, ma consideratela una questione attualmente secondaria per voi.
Una delle prime caratteristiche predominanti del lavoro del plenilunio sarà la notevole quantità di fenomeni osservati. Ciò è naturale, dato che questo servizio vi chiama a lavorare sul piano astrale, ma al tempo stesso vi offre l’opportunità di discriminare con saggezza. Per voi è ancora troppo presto per cercare di separare il reale dall’irreale; dapprima dovrete prendere nota accurata dei fatti osservati. Mantenete l’atteggiamento scientifico di distacco e preciso riconoscimento, e scrivete ciò che sentite, vedete o con cui entrate in contatto. Questi ap- punti vi serviranno per capire se tutto procede bene, e da ciò potremo ricavare molta conoscenza preziosa.

Generalizzando dirò che il tema dell’illusione nei suoi tre aspetti si suddivide, per sommi capi, così:

I. Natura
II. Cause
III. Dissolvimento.

 

In seguito faremo altre suddivisioni; per ora cerco soltanto di offrirvi certi schemi generali, sì che il soggetto assuma il giusto posto nei vostri pensieri. I cosiddetti esoteristi e occultisti hanno fatto grande uso d’espressioni come queste: annebbiamento astrale, illusione, maya, guardiano della soglia. Indicano tutte un medesimo concetto generale o ne sono varianti. Ge- neralizzando, e date le limitazioni della coscienza umana, possiamo dire che le interpretazioni di quei termini sono state parziali e in molti casi hanno deformato la verità.

L’annebbiamento astrale è stato spesso considerato come uno strano tentativo delle “forze oscure” di ingannare i più seri aspiranti e di bendare loro gli occhi. Molte brave persone sono quasi lusingate quando si trovano ad affrontare un annebbiamento, poiché ritengono di aver dato una così bella prova di disciplina e d’aspirazione da suscitare nelle forze oscure il desiderio di ostacolare il loro grande lavoro avvolgendolo nelle nebbie. Nulla di meno vero: tutto ciò fa parte dell’annebbiamento dei nostri tempi ed è radicato nell’orgoglio e nel compiacimento dell’uomo.

Maya è spesso considerata in modo simile al concetto della Scienza Cristiana, secondo cui la materia non esiste. L’intero mondo dei fenomeni viene considerato maya e la sua esistenza un mero errore della mente mortale, una forma di autosuggestione ed autoipnosi. Seguendo tale credenza si imbocca un iter mentale per cui il tangibile e l’oggettivo altro non sono che immaginazione della mente. Anche ciò è un travestimento della verità.

L’illusione è considerata in modo simile, solo accentuando la limitazione della mente u-mana. Il mondo dei fenomeni non viene negato, ma si ritiene che la mente lo fraintenda e si rifiuti di vederlo nella sua realtà, e che tale interpretazione scorretta costituisca la Grande Illusione.

Il Guardiano della Soglia viene per lo più considerato descritto come la prova finale del coraggio dell’uomo, come una gigantesca forma-pensiero o potente elemento da dissolvere prima che l’iniziazione sia possibile. Cosa sia questa forma-pensiero pochi lo sanno, ma la definizione implica l’idea di una colossale forma elementare che blocca l’accesso al sacro portale, oppure una forma, costruita talvolta dal Maestro, per collaudare la sincerità del disce- polo. Alcuni lo considerano come la somma degli errori compiuti dall’uomo, la sua natura malvagia che gli impedisce l’idoneità a percorrere il Sentiero della Santità. Nessuna di queste definizioni è esatta.

Osservate che (in senso generale) queste quattro espressioni sono aspetti di una condizione universale, a sua volta prodotta dall’attività della mente umana, nel tempo e nello spazio. L’attività delle MENTI! Riflettete su questa frase, perché essa vi porge una chiave alla verità.

Il problema dell’Illusione sta nel fatto che è una attività dell’anima, risultato dell’aspetto mentale di tutte le anime manifestate. È l’anima che è sommersa nell’illusione; è 1’anima che non vede con chiarezza fino a quando non impara a riversare la sua luce nella mente e nel cervello.

Il problema dell’Annebbiamento astrale insorge quando l’illusione mentale è intensificata dal desiderio. Ciò che nei testi teosofici è detto “kama-manas” (desiderio-mente) ne è la fonte. È illusione a livello astrale.

Il problema di maya è in realtà simile al precedente, con l’aggiunta dell’intensa attività che si produce quando annebbiamento e illusione si manifestano ai livelli eterici. Maya è la confusione vitale (è il termine adatto), emotiva e irriflessiva in cui la maggioranza sembra vi- vere sempre.

Il Guardiano della Soglia è illusione-annebbiamento-maya, quali vengono intesi dal cer- vello e riconosciuti come ciò che occorre superare. È la forma sconcertante che il discepolo deve affrontare quando cerca di aprirsi un varco attraverso l’illusione accumulata nei millenni e trovare la sua vera dimora nel luogo della luce.

Tutte queste definizioni sono di necessità generiche, dettate anche dalla mente analitica, ma servono a formulare una parte del problema e a trasmettere alle vostre menti una forma- pensiero definita di ciò che in seguito esamineremo in dettaglio.

Cosa dire delle cause di questa condizione mondiale, che abbia senso per voi? La causa risale alla coscienza degli “Dei imperfetti”. Cosa vi dicono queste parole? Ben poco, temo. Bi- sogna essere più pratici e studiare il tema solo per quanto concerne l’umanità. In seguito vedremo in breve l’illusione planetaria, ma il problema immediato e il valido contributo del discepolo è il dissolvimento di gran parte dell’illusione in cui è immersa l’umanità e che nell’incipiente era di Aquarius scomparirà largamente dalla vita astrale umana. Badate che i veri pensatori cominceranno a liberare il mondo dall’illusione con la meditazione e il dominio della mente. Da ciò il crescente interesse per la meditazione via via che la portata dell’illusione mondiale sarà meglio riconosciuta; ecco perciò la necessità vitale di compren- dere in modo esatto il modo per dominare la mente.

Notate inoltre che la cristallizzazione di quest’epoca materialistica offre la grande occa- sione di vibrare un colpo mortale al Guardiano della Soglia planetario. Per la pressione delle circostanze la reazione oggi in atto sta producendo una comprensione più spirituale e i valori si riorganizzano; ciò fa parte del processo per cui gran parte dell’annebbiamento verrà dissolta, purché gli uomini di buona volontà esistenti nell’aura del mondo aderiscano al compito lo- ro assegnato.

Quando il Buddha fu in Terra e fu illuminato, riversò un’ondata di luce su questo proble-

Dovete farlo nella vostra vita e nei rapporti di gruppo; in seguito il vostro contributo più generico darà soccorso in più vaste vicende umane. Acutezza d’intelletto, illuminazione della mente, amore e intento faranno molto. Vi rinnovo l’appello a questo servizio.

Per i prossimi mesi vi propongo di:

1. Definire con parole vostre e come risultato della meditazione la comprensione delle quattro espressioni di cui ho trattato. Dovrà essere una vera analisi e non la semplice stesura di quattro definizioni. Prima di diffondermi su questo soggetto vorrei che organizzaste la mente riflettendovi, usando definizioni come guida del pensiero, ma esponendo il problema quale lo vedete e cercando di scorgere le diversità fra i quattro aspetti dell’illusione mondiale.

2. Recitare ogni giorno, con attenzione e riflessione, una preghiera molto familiare, il Pa- drenostro. Essa ha molti significati e quello comunemente attribuitole dai Cristiani non è per voi. Riflettete su quella antichissima formula di Verità e interpretatela come formula intesa a dissolvere l’illusione. Scrivetene una esegesi da questo punto di vista, esaminando a una a una le sue sette frasi, ciascuna delle quali offre una chiave per comprendere il segreto per eliminare l’illusione. La formula (in essenza non è una preghiera) si può così suddividere:

 

Usate l’intuizione e applicate tutto al tema dell’illusione, osservando la conoscenza cui perverrete. Annotate i vostri risultati sotto forma di interpretazione o di un articolo e otterrete utili risultati.

3. Tenere copia delle annotazioni del plenilunio, e dopo sei mesi analizzarle con cura, va- lutando il profitto. Suddividere l’analisi nei seguenti punti indicando la vostra comprensione dei fenomeni:

a. Contatti reali.
b. Contatti o fenomeni relativi al colore.
c. Qualsiasi altro fenomeno sentito, veduto o udito.

Che possiamo procedere in una luce e comprensione sempre maggiori e che la luce ri- splenda sulla Via verticale del discepolo è la mia preghiera a cui aspiro per voi.

ma mondiale enunciando le Quattro Nobili Verità. Il gruppo dei Suoi discepoli e i Suoi novecento Arhat le formularono poi in un complesso di dottrine che, per il potere del pensiero collettivo, fu efficacissimo nell’attacco all’illusione. Oggi il Cristo prosegue la stessa grande opera; nel significato spirituale della sua venuta imminente e, in senso simbolico, con i Suoi novemila Arhat, vibrerà un secondo colpo. Per questo ci prepariamo. Solo l’intuizione disperde l’illusione, perciò è necessario educare gli intuitivi, ed ecco il servizio che potete rendere alla causa generale, offrendovi per questa formazione. Se riuscite a eliminare l’annebbiamento dalla vostra vita, e quindi a comprendere la natura dell’illusione, contribuite a:

a. Distruggere il Guardiano della Soglia.

b. Devitalizzare la maya generale
c. Dissolvere l’annebbiamento astrale
d. Dissipare l’illusione

a. Invocazione del Signore solare.
b. Sette frasi che racchiudono sette chiavi per dissolvere l’illusione.

c. Affermazione finale di divinità.

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